Peer to peer, il Rapporto Gallo inaugura la linea dura.

Di Dodi Casella.

La dottrina Sarkozy arriva a Bruxelles. Non serve pi l'intervento della magistratura per la contestazione dei download illegali.

Marielle Boullier GalloIl cosiddetto Rapporto Gallo  destinato a fare scuola: non costituisce soltanto un meccanismo repressivo a tutela degli interessi delle major dell'intrattenimento ma  anche la dimostrazione di come la volont di pochi danarosi possa prevaricare sul diritto e sulle buone intenzioni.

Una certa Marielle Boullier Gallo, deputata francese al Parlamento Europeo, ha presentato alla Commissione Europea - "di propria iniziativa" e prendendo un po' tutti in contropiede - uno studio di fattibilit circa la futura azione repressiva sul file sharing in Internet, riprendendo nella sostanza l'Hadopi2 tanto cara al suo presidente Sarkozy e il Digital Economy Act gi in vigore sul suolo inglese.

Il rapporto, che comporta un preoccupante rafforzamento dei diritti di propriet intellettuale sull'intera piazza europea, non ha ancora valore di legge ma  senz'altro suscettibile di influenzare il Parlamento comunitario nel prossimo futuro.

Infatti nel corso della prossima sessione plenaria del 14 giugno non potranno essere introdotti nuovi emendamenti a meno che la presidenza non ritenga che essi siano d'importanza fondamentale; e probabilmente un testo alternativo redatto in fretta e furia dall'opposizione non avrebbe possibilit di accoglimento.

Il testo della Gallo  stato adottato dalla Commissione Affari Legali nonostante l'opposizione di alcuni membri che sono riusciti a far passare soltanto quattro emendamenti non significativi nel complesso della normativa, la quale continuerebbe a non tenere in alcun conto i diritti fondamentali di libert di espressione.

Nonostante le opposizioni e la dichiarazione d'intenti del Commissario Reding viene dunque di fatto bypassato il voto a tutela della libert di espressione e passa cos la linea dura che non prevede pi l'intervento della magistratura per la contestazione dei download illegali.

Il voto dell'Europarlamento, che dovrebbe aver luogo il 15 giugno, di per s non costituirebbe ancora una normativa obbligatoria per gli Stati membri; ma sarebbe comunque un forte incentivo per la Commissione a varare un indirizzo repressivo a cui tutti dovranno attenersi secondo la Direttiva Ipred2, che ha come scopo l'unificazione delle sanzioni penali in Europa a tutela dei diritti della propriet intellettuale.

Il contenuto del rapporto  assai controverso: Reporters sans Frontires sostiene che sia del tutto inefficace e ometta comunque di citare tutti gli studi che mettono in dubbio l'impatto negativo prodotto dal peer to peer, mentre ne esistono altri secondo cui al contrario la condivisione dei file stimolerebbe il processo creativo.

L'adozione di una norma solo repressiva costituisce un voltafaccia rispetto alle recenti acquisizioni etiche comunitarie che hanno dichiarato l'uso di Internet un diritto fondamentale di libert, respingendo ogni ipotesi di "risposta graduale".

La stessa relatrice ha dichiarato che in genere le informazioni sulle violazioni del diritto d'autore sono incomplete, incoerenti, insufficienti e raffazzonate; non si comprende perci tutto il suo fervore, a meno che non sia stata sapientemente imbeccata - com' avvenuto recentemente anche con politicanti di casa nostra in relazione agli stessi argomenti.

Forse qui soccorre il suo curriculum personale: Marielle Gallo, nata Boullier nel '49,  un'avvocatessa di belle speranze e pochi clienti che ha avuto il tempo di dare alle stampe sette o otto romanzi senza storia finch ha tentato, anche qui senza troppa fortuna, di darsi alla politica strizzando un occhio alla sinistra.

Sposatasi infine con il docente universitario Max Gallo, da ultimo hanno sembrato sorriderle le sirene dell'Unione Popolare che nel 2009 l'ha candidata alle europee per la circoscrizione le-de-France; nello stesso anno  diventata deputato all'Europarlamento con licenza di rappresentare la voce del padrone.

Dodi Casella.


